La vertenza AST, Acciai Speciali Terni, da questa estate è al centro dell'attenzione nazionale ed ha coinvolto anche l'Unione europea.
In particolar modo, nelle ultime settimane, la decisione di ThyssenKrupp di avviare le procedure di mobilità per 537 lavoratori delle acciaierie, il 9 ottobre scorso, dopo il fallimento delle trattative con i sindacati e lo stesso Governo, ha coinciso con l'arrivo in città della CCMI (Commissione consultiva per le trasformazioni industriali) del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) che nel quadro del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione aveva da tempo deciso di riunirsi a Terni per discutere di politiche industriali, in collaborazione con il Centro Europe Direct Terni.
 

La Commissione, presieduta da Carlos Trias Pinto, e della quale fa parte Enrico Gibellieri, esperto del settore siderurgico e fortemente legato al territorio ternano, si è riunita il 10 ottobre. I membri hanno incontrato, tra gli altri, le istituzioni locali: il sindaco Leopoldo di Girolamo e l'assessore regionale dell'economia Vincenzo Riommi. Questi ultimi, discutendo dell'impatto delle politiche industriali europee sul territorio, si sono fatti portavoce della situazione dell'Ast, ponendo forti critiche alle politiche europee sulla concorrenza. soprattutto per come applicate al settore industriale.

A seguito dell'incontro, il 13 ottobre, il presidente della CCMI Trias Pinto è intervenuto direttamente sulla vicenda AST , scrivendo una lettera ai commissari Almunia Joaquin e Nelli Feroci, rispettivamente Commissario europeo per la concorrenza e Commissario europeo per l'Industria e l'Imprenditoria, biasimando "le catastrofiche scelte della Commissione Ue per l'Acciaieria ternana".

La lettera si conclude con la richiesta alla Commissione di "ripristinare il precedente stato delle cose per TK AST" e "mettere in atto un reale dialogo sociale e civile tra le parti sociali e la comunità locale aiutandoli ad evitare qualsiasi azione che possa portare a drammatiche conseguenze economiche e sociali".
In data 31 ottobre è arrivata la risposta dei due commissari europei a Trias Pinto. Nelle lettere inviate al presidente della CCMI,  Nelli Feroci e Almunia Joaquin hanno sottolineato da un lato l’importanza del piano d’azione dell’acciaio della Commissione Europea, e dall’altro le regole della stessa riguardanti le fusioni aziendali. In particolare Almunia sostiene, dal canto suo, che nel caso dell’acquisizione Outokumpu /TK, il ruolo della Commissione è stato quello di “mantenere effettiva la competizione” in Europa nel settore di produzione dell’acciaio e che in tutti i passaggi  “la Commissione ha preso misure specifiche per assicurare che il futuro di AST come grande competitore nel settore dell’acciaio non fosse compromesso”. Il commissario uscente poi nella stessa lettera affronta il caso specifico riguardante la vertenza TK/AST  affermando di comprendere “la situazione di angoscia dei lavoratori” e che  le misure intraprese si inseriscono in un contesto generale di sofferenza del settore dell’acciaio. Almunia aggiunge che le  “ristrutturazioni industriali, dove necessario, sono il solo modo per mantenere competitive le grandi compagnie, sia nell’industria dell’acciaio che che nei settori sottostanti”. Il commissario uscente conclude assicurando di continuare a seguire “ tali questioni da vicino” .
Non resta che attendere l’inizio dei lavori della nuova Commissione Europea, in carica ufficialmente dal primo novembre e l’evolversi della questione Ast/Tk. 
Intanto i lavoratori dell’azienda ternana, dopo una giornata difficile a Roma, quando nella manifestazione del 29 ottobre sotto l'ambasciata tedesca sono stati coinvolti in alcuni scontri con la Polizia, si sono recati anche a Bruxelles. Qui hanno incontrato i parlamentari europei ai quali hanno consegnato un documento nel quale si chiede loro «di sostenere il ‘no’ ai licenziamenti e al contrario mettere in campo azioni alternative a partire dall’utilizzo dei contratti di solidarietà attraverso la riduzione degli orari di lavoro che rappresentano una via di uscita sostenibile da questa crisi» e che «ThyssenKrupp collochi l’Ast dentro una strategia di mercato e di competitività internazionale; i parlamentari europei si impegnino a garantire l’integrità del sito ternano in tutte le sue articolazioni produttive (caldo e freddo) a partire dall’obiettivo di tornare nel triennio ad una produzione di almeno 1,2 milioni di tonnellate di fuso, confermando l’assetto impiantistico con i due forni elettrici; il piano europeo per l’acciaio si doti di strumentazioni immediatamente operative in particolare a partire dai costi dell’energia, evitando un differenziale competitivo così ampio tra i diversi paesi europei e le diverse produzioni energivore».
Nel frattempo, l’attenzione si sposta già sul ministero dello sviluppo economico, dove il 6 novembre riprende il confronto sul caso AST.


Per approfondimenti:
http://www.europedirect.comune.terni.it/content/politiche-industriali-ue-istituzioni-locali-confronto-con-il-ccmi-del-cese

http://www.europedirect.comune.terni.it/sites/default/files/giornale_dellumbria_ast_rebus_vendita_tra_i_silenzi_delleuropa_2014-10-15_1413354367m2.pdf

 

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