Economia collaboratova e orti sociali
L'economia collaborativa può e deve essere un punto di forza per la crescita dei piccoli territori. L'importanza della sharing economy è stata riconosciuta anche dagli organi dell'UE che puntano a favorire l'utilizzo di tale politica negli Stati membri. Ciò però non deve avvenire solo a livello macro ma è realizzabile anche a livello territoriale. In merito molto significative sono le parole del presidente del Cesvol, Lorenzo Gianfelice, il quale parla dell'importanza strategica dell'economia collaborativa per lo sviluppo del territorio. "Il nostro territorio è in crisi - spiega il presidente Gianfelice - e l'economia è ormai ristagnante da troppi anni. Per questo motivo ogni forma di economia che possa aiutare a risollevare la situazione andrebbe realizzata. Tra le più propositive c'è l'economia collaborativa e come in ogni cosa ci sono grandi difficoltà per concretizzarla, ma culturalmente penso che la città di Terni sia pronta a fare un passo simile. Le principali criticità sono derivanti dalla crisi in quanto trovare chi possa investire nella sharing economy è arduo, ma non va persa la spinta di una cittadinanza volenterosa. Un passo decisivo sarebbe quello di ritornare al volontariato puro visto che negli ultimi anni, a causa proprio della crisi, le varie associazioni hanno iniziato a basarsi sulla concessione di piccole retribuzioni verso i propri associati impegnati nelle varie attività. Per tornare al volontariato vero e proprio, fonte importante di relazioni umane, è necessario un percorso culturale forte, una strada tortuosa ma senza dubbio fattibile. Personalmente sono ottimista in questo senso perché vedo che le cose stanno cambiando in positivo".
Lorenzo Gianfelice ricopre anche il ruolo di presidente del comprensorio Terni-Narni-Amelia dell'Ancescao (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti), un ente che è tra i principali promotori del progetto degli 'orti sociali'. "Il concetto di 'orto sociale' nasce in Emilia Romagna e finalmente anche a Terni è stato fatto un regolamento in merito. Si tratta di veri e propri orti coltivabili in cui un soggetto mette a disposizione il proprio tempo per lavorare il terreno, così da poter ottenere dei prodotti vegetali da consegnare in parte alle associazioni caritatevoli. Sono già state individuate alcune aree pubbliche dove poterli impiantare, ma ci sono degli aspetti sul regolamento fatto dal Comune su cui abbiamo richiesto delle migliorie in quanto è carente il concetto di collaborazione tra i vari ortisti. Vorremmo infatti che gli orti siano condivisi tra soggetti diversi e non che siano presi da singoli privati".