Da qui al 2020, tra i tanti piani messi a punto dall'Unione ce ne sarà uno che farà la differenza più degli altri. Meno noto, ancora in via di definizione su certi aspetti ma incomparabile rispetto ad altri e al passato, per portata, strategia e ricadute.

Il Piano Juncker sugli investimenti E' il Piano di investimenti per l'Europa (Video: http://europa.eu/!UF68gK ) - promosso dalla Commissione Juncker nel 2014 - che mira a mobilitare investimenti per almeno 315 miliardi di euro e creare un intero continente fertile e favorevole agli investimenti. Già, perché gli investimenti saranno il futuro del mercato unico europeo e parte integrante per la ripresa economica dell'UE. ( Video http://europa.eu/!ud44Yy )

Nuove opportunità per:

  • gli investitori istituzionali nell'UE e nel resto del mondo - accesso a progetti sostenibili in vari settori e paesi o mediante piattaforme di investimento tematiche o geografiche

  • i promotori di progetti - accesso semplificato al finanziamento del rischio per aiutare a finanziare progetti infrastrutturali e di innovazione di portata europea in settori chiave

  • le piccole e medie imprese - accesso migliorato a finanziamenti per le imprese innovative con un massimo di 3000 dipendenti

 

Inoltre, per migliorare il contesto in cui operano le imprese e le condizioni di finanziamento, il piano di investimenti prevederà anche progressi verso la realizzazione del mercato unico digitale, dell'Unione dell'energia e dell'Unione dei mercati dei capitali. Il tutto, con piani nazionali ben definiti ed integrati per tutti i paesi membri.

Il FEIS, acronimo di fondo europeo d'investimento strategico è il fulcro del piano di investimenti messo a punto dalla Commissione europea ( http://www.eib.org/efsi/index.htm ). Gestito dal gruppo BEI – Banca europea degli Investimenti, procede sicuro e puntuale verso il conseguimento dell’obiettivo di mobilitare almeno 315 miliardi di EUR di investimenti aggiuntivi nell’economia reale entro il primo semestre 2018. Grazie alla garanzia di prima perdita fornita dal FEIS, la BEI ha potuto investire in un numero maggiore di progetti, talvolta più rischiosi, e in tempi più rapidi di quanto sarebbe stato possibile senza il FEIS. Nel complesso il FEIS è già attivo in 26 Stati membri e, in base agli interventi già approvati, dovrebbe mobilitare 100 miliardi di EUR di investimenti. Finora hanno fruito del FEIS soprattutto le piccole e medie imprese (PMI). Per incoraggiare un'attività più intensa del FEIS negli Stati membri rimasti indietro, la BEI e la Commissione perseguiranno una presenza più incisiva a livello locale.

La funzione principale del FEIS è assumere parte dei rischi associati alle attività svolte dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e dal Fondo europeo per gli investimenti. La capacità di rischio rafforzata che il FEIS garantisce alla BEI consente a quest'ultima di investire in progetti con un profilo di rischio più elevato del consueto. Gli investimenti della BEI con il supporto della garanzia UE dovrebbero attirare gli investimenti privati.

Come funziona il FEIS? Tramite il portale dei progetti di investimento europei (PPIE). Si tratta di una piattaforma online che riunisce i promotori di progetti europei e gli investitori dell’UE e del resto del mondo. Il portale aumenterà la visibilità dei progetti in cui investire in tutta l'Europa. Esisteva una domanda degli investitori in questo senso e la Commissione l'ha soddisfatta. (Per un video sul nuovo portale, cliccare qui).

In aggiunta anche il polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) che offre assistenza tecnica e consulenza personalizzata ai promotori di progetti privati e pubblici. Ha già trattato oltre 160 richieste: l'avvio è quindi promettente, eppure la Commissione e la BEI si stanno adoperando per migliorare la dimensione locale dei servizi di consulenza prestati avvicinandoli alle imprese che ne dovrebbero beneficiare.

A febbraio la Commissione ha pubblicato orientamenti al fine di spiegare come abbinare al FEIS i Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) per mobilitare un massimo di investimenti. Una prima serie di progetti beneficia già concretamente di questo abbinamento, che sarà ulteriormente semplificato.

Infine, la Commissione ha già adottato una serie di misure per migliorare il contesto imprenditoriale e le condizioni di finanziamento nell'ambito del terzo pilastro del piano di investimenti. Una delle iniziative avviate è la riduzione della copertura patrimoniale richiesta alle imprese di assicurazione e di riassicurazione. Le imprese di assicurazione avevano comunicato alla Commissione che alcune norme del quadro di solvibilità II le scoraggiavano dall’investire in infrastrutture, e ora questo ostacolo è stato eliminato. La Commissione valuterà l'opportunità di ridurre analogamente la copertura patrimoniale delle banche per le esposizioni infrastrutturali, tenendo conto delle discussioni sul trattamento a fini di requisiti patrimoniali delle esposizioni bancarie. Per facilitare gli investimenti in venture capital in Europa, la Commissione proporrà anche di apportare alcune modifiche al quadro normativo sul venture capital. Insieme a Eurostat la Commissione preciserà e, se necessario, rivedrà gli orientamenti relativi agli aspetti contabili dei partenariati pubblico-privati. Per offrire maggiore certezza giuridica agli investitori per quanto riguarda il finanziamento delle infrastrutture, la Commissione ha fornito indicazioni pratiche su ciò che costituisce aiuto di Stato sotto forma di una comunicazione relativa alla nozione di aiuto di Stato.

La comunicazione sulla concretizzazione del programma per il mercato unico, pubblicata anch'essa oggi, espone i diversi filoni delle attività che sono state o saranno svolte a livello di UE per creare un contesto favorevole alle imprese nell'intento di incentivare l’innovazione e investire nelle persone: si spazia dalla creazione di un mercato unico digitalealla realizzazione di un effettivo mercato transfrontaliero dei servizi, dalla semplificazione delle norme sull'IVA al miglioramento dell’accesso al venture capital per le imprese in fase di avviamento e all'investimento nelle competenze. La Commissione collabora inoltre con il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) per creare un fondo di fondi di venture capital paneuropeo che combini finanziamenti pubblici e capitale privato in modo da offrire ulteriori incentivi alle nuove imprese e aumentarne la scala. Gli Stati membri devono inoltre proseguire sulla strada delle riforme strutturali per eliminare le strozzature e gli oneri burocratici che ostacolano gli investimenti.

Prospettiva futura del FEIS

Muovendo dai risultati positivi ottenuti, la Commissione propone per il futuro le prospettive seguenti.

  • Sulla scia dei successi ottenuti finora, un FEIS potenziato sarà prorogato oltre il triennio iniziale per colmare le restanti carenze e fallimenti del mercato e continuare a mobilitare, con "addizionalità" rafforzata, i finanziamenti del settore privato a favore di investimenti di importanza fondamentale per la creazione di occupazione, la crescita e la competitività future dell'Europa. La Commissione presenterà in autunno proposte legislative per prorogare la durata del FEIS, tenendo conto dei vincoli di bilancio.

  • Uno dei maggiori successi del FEIS è il forte interesse e la grande partecipazione delle banche intermediarie di tutta l’Unione alla fornitura di finanziamenti alle PMI tramite il cosiddetto sportello PMI del FEIS. Lo sportello sarà potenziato entro breve, nel quadro attualmente in vigore, a vantaggio delle PMI e delle imprese a media capitalizzazione di tutti gli Stati membri. La Commissione collaborerà con il comitato direttivo del FEIS per sfruttare tutte le possibilità di potenziamento dello sportello PMI offerte dal regolamento sul FEIS.

  • La Commissione vaglierà la possibilità di ricalcare il modello del FEIS per gli investimenti nei paesi terzi in via di sviluppo.

  • Sarà semplificato ulteriormente l'abbinamento tra sostegno del FEIS e fondi SIE e saranno eliminati gli ostacoli normativi e di altro tipo che lo intralciano.

  • Sarà potenziato il polo di consulenza per aumentarne la capacità d'intervento a livello locale e per intensificarne la collaborazione con le banche nazionali di promozione.

  • Sarà incoraggiata ulteriormente l’istituzione di piattaforme d’investimento con una forte partecipazione della Commissione, del gruppo BEI, delle banche nazionali di promozione e di altri operatori del settore. Quest'aspetto è particolarmente importante per portare i progetti piccoli a raggiungere una scala critica.

  • L’efficienza energetica è indubbiamente uno dei comparti industriali che ha riscosso maggior successo nell'ambito del FEIS. Il FEIS continuerà a contribuire allo sviluppo del mercato dei progetti sostenibili/verdi incoraggiando lo sviluppo di un mercato delle obbligazioni verdi in Europa e un migliore coordinamento delle attività in corso.

  • La Commissione continuerà a realizzare risultati in relazione alle priorità per il mercato unico. Insieme a Eurostat la Commissione preciserà e, se necessario, rivedrà gli orientamenti relativi agli aspetti contabili dei partenariati pubblico-privati.

  • Gli Stati membri dovrebbero inoltre stabilire priorità chiare, preparare progetti concreti di investimento con l’aiuto del polo di consulenza (in particolare per i progetti transfrontalieri) e strutturare i progetti in modo ottimale così da assicurare un maggior ricorso agli strumenti finanziari. Nel contesto del semestre europeo gli Stati membri dovrebbero dare attuazione alle raccomandazioni specifiche per paese volte a superare gli ostacoli nazionali agli investimenti.

     

L'anniversario Ad un anno dall'approvazione della proposta legislativa (http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-3222_it.htm) da parte della Commissione, gli Stati membri lo hanno approvato e dallo scorso autunno il FEIS è operativo, secondo quanto previsto.

In febbraio, la Germania ha annunciato l'intenzione di contribuire con 8 miliardi di euro al piano d'investimenti per l'Europa, mediante la banca KfW (Kreditanstalt für Wiederaufbau). Sempre in febbraio, la Spagna ha annunciato un contributo pari a 1,5 miliardi di euro mediante l'ICO (Instituto de Crédito Oficial). Nel mese di marzo, la Francia ha comunicato l'impegno di 8 miliardi di euro mediante la CDC (Caisse des Dépôts) e la BPI (Bpifrance) mentre l'Italia ha annunciato un contributo di 8 miliardi di euro mediante la Cassa Depositi e Prestiti. In aprile il Lussemburgo ha annunciato un contributo di 80 milioni di euro mediante la SNCI (Société Nationale de Crédit et d’Investissement) mentre la Polonia ha dichiarato che avrebbe contribuito con 8 miliardi di euro mediante la banca BGK (Gospodarstwa Krajowego). In giugno la Slovaccia promuoverà un contributo di 400 milioni di euro mediante le sue banche nazionali di promozione Slovenský Investičný Holding e Slovenská Záručná a Rozvojová Banka e la Bulgaria un contributo di 100 milioni di euro mediante la banca bulgara per lo sviluppo. Infine, il 16 luglio anche il regno Unito ha annunciato un contributo di 6 miliardi di lire sterline (circa 8,5 miliardi di euro) per progetti che beneficiano di finanziamenti del FEIS.

Lo stato dei Fondi Feis ad oggi: http://www.eib.org/efsi/index.htm?lang=en

 

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