di Mattia Emili
Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, più comunemente conosciuto come FESR, è uno dei fondi strutturali dell'UE. È lo strumento principale della politica regionale ed è gestito dal Commissario europeo per la politica regionale. Il FESR è stato istituito per correggere gli squilibri che sorgono tra regioni e il suo utilizzo si concentra su quattro principali tematiche: innovazione e ricerca, agenda digitale, sostegno alle piccole e medie imprese, economia a basse emissioni di carbonio. Le risorse del fondo vengono stanziate a favore di queste quattro priorità in base alla categoria a cui appartiene la singola regione. In quelle più sviluppate, come l’Umbria, almeno l'80 per cento dei fondi deve concentrarsi su almeno due priorità, con il 20 per cento che va destinato in modo specifico a progetti inerenti l'economia a basse emissioni di carbonio. Nelle zone con meno sviluppo le due quote scendono. Almeno il 5 per cento delle risorse FESR invece è destinato ad azioni mirate a ridurre i problemi economici ed ambientali nelle aree urbane. Le aree svantaggiate dal punto di vista geografico e quelle più periferiche ricevono un trattamento particolare.
Lo stanziamento del FESR rientra nei POR (Programma Operativo Regionale) e per la Regione Umbria nel periodo 2014-2020 sono stati messi a disposizione 356.293.204 euro così divisi: 28,6% ricerca ed innovazione; 9% crescita digitale; 24% competitività delle PMI; 15,7% energia sostenibile; 10,1% ambiente e cultura; 8,6% sviluppo urbano sostenibile; 4% assistenza tecnica.