La speranza e il desiderio di ricostruire la basilica di San Benedetto possono dare un'ispirazione e una spinta per ricostruire non solo la basilica, ma l'Europa stessa”.
A dirlo è padre Benedetto Nivakoff, priore del monastero benedettino di Norcia, in una fredda mattina di febbraio, in attesa della visita del presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.

Fino all'ottobre scorso i monaci abitavano nei locali accanto alla basilica, sopra la casa natale di San Benedetto. Dopo il terremoto tutto è cambiato anche per loro. O forse no. Ora pregano e lavorano (come sempre) appena fuori Norcia, dove già prima degli eventi sismici stavano ristrutturando una chiesa, San Benedetto in Monte. In pratica stanno costruendo un nuovo monastero. 


E’ l’unico monastero in costruzione oggi in Europa”, dice il sindaco di Norcia Nicola Alemanno. In attesa di ricostruire la basilica che da secoli caratterizza la piazza di Norcia. Oggi ne rimane in piedi, miracolosamente, solo la facciata, imbracata da Vigili del Fuoco e Protezione Civile in un fitto intreccio di tubi metallici.

Come immagina la nuova basilica, padre Benedetto?
Non si sa ancora come sarà la basilica, ma resterà sempre quella che conosciamo e amiamo da secoli, magari costruita con le tecniche più moderne per evitare che quanto è accaduto con l'ultimo terremoto si possa ripetere. L'importante è che al suo interno riconosciamo la spiritualità e la tradizione benedettine”.


San Benedetto, nato qui nel 450, resta in piedi con la sua statua candida al centro della piazza. Il 21 marzo è la sua festa. La festa del patrono d’Europa, voluto da Papa Paolo VI nel 1964, nell’auspicio che la regola benedettina dell’ora et labora potesse servire ad ispirare la costruzione di un’Europa basata non solo sul lavoro e l’economia, ma anche sulla spiritualità delle sue radici. "San Benedetto - scrisse papa Paolo VI nella lettera apostolica Pacis Nuntius - cementò quell'unità spirituale in Europa in forza della quale popoli divisi sul piano linguistico, etnico e culturale avvertirono di costituire l'unico popolo di Dio; unità che, grazie allo sforzo costante di quei monaci che si misero al seguito di sì insigne maestro, divenne la caratteristica distintiva del Medio Evo".

Padre Benedetto, oggi tutti chiedono cosa può fare l'Europa per Norcia; proviamo invece a girare la domanda: cosa possono fare Norcia e la spiritualità benedettina per l’Europa di oggi?
In quest'epoca post-cristiana la voglia di tornare a San Benedetto che tutta l'Europa sembra dimostrare, riguarda gli aspetti più esterni: la cultura, i manoscritti, tutto ciò che è stato tramandato dai monaci e dai monasteri. Però credo che ci sia anche una sete più profonda d’indagare nella storia monastica, nella figura di San Benedetto e a Norcia, sulle tracce di un senso che l'uomo in questi secoli sembra aver perso. Ovvero la comprensione che l'uomo è più grande quando ha la consapevolezza di essere piccolo, che l’uomo non è il centro del mondo, ma che il centro del mondo è Dio. Questa consapevolezza aiuta l'uomo ad essere più felice. Occorre essere dei semplici operai nella vigna del Signore, come diceva papa Benedetto XVI. Per questo è più giusto che mai che San Benedetto sia il patrono d'Europa”.

Soprattutto dopo un terremoto come quello che ha colpito l’Italia Centrale.
I monaci restano a Norcia, insieme a tanti che, con umiltà e con forza, non ne vogliono sapere di abbandonare la propria terra e le proprie radici. Per questo periodicamente i monaci - racconta il priore - con una processione per i sentieri di montagna, chiedono l'intercessione della Madonna e di San Benedetto patrono d'Europa "affinché una nuova vita sgorghi in queste città e in questi paesi millenari. Quia non est impossibile apud Deum".

Ed è, in fondo, lo stesso obiettivo che si pone, in maniera più laica, ma non meno determinata, l'Unione Europea che il prossimo 24 marzo, come ha confermato il presidente Antonio Tajani, sarà presente a Norcia per una seduta straordinaria dell'Ufficio di Presidenza e dei presidenti dei gruppi parlamentari. Per dimostrare che l'Europa non è nei palazzi, ma in mezzo ai cittadini in difficoltà. Con idee e progetti da condividere, fondi da stanziare e - magari - anche con l'aiuto di San Benedetto.

(a cura della redazione di Europe Direct Terni)

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